La crisi è piena di opportunità, basta saperle cogliere Stampa E-mail
Scritto da Michele Corrado   

Michele CorradoLa maggior parte delle imprese Italiane sono piccole, proprio come tante autofficine per lo più composte dal titolare e da un paio di dipendenti, dove si condivide tutti la stessa sorte e si rema nella stessa direzione. Queste attività sono gestite con caparbietà da piccoli Imprenditori (quelli citati da Luigi Einaudi il 2° Presidente della nostra Repubblica) che nei momenti di difficoltà, mettono mano al portafoglio, per non lasciar nessuno in mezzo ad una strada e per non “buttar via” anni di veri sacrifici. Gli investimenti che bisogna sostenere per rimanere nel complesso settore della riparazione, sono noti: i costi dei corsi di formazione indispensabili per essere aggiornati con il progresso tecnologico, quelli per le attrezzature d’officina ed infine i canoni di “certi servizi in abbonamento” ed “affiliazioni”, che in alcuni casi rappresentano una vera frode e coi quali l’officina viene sfruttata da soggetti (ad esempio spregiudicati ricambisti od aziende di attrezzatura), che vogliono fare utili “facili ed immediati”. Se si osserva cosa succede in casa Fiat si nota che è ormai prossimo l'accordo tra l'americana Chrysler e FIAT, dopo il richiamo del nuovo Presidente USA Barack Obama (Il Messaggero.it 31-03-2009). Navigando su internet è anche facile scoprire che il costruttore Italiano ha chiuso il 2007 con ricavi per quasi 59 miliardi di Euro e che ha azzerato l’indebitamento industriale netto. (CdA Fiat S.p.A.: risultati del 4° trimestre e dell'esercizio 2007). Purtroppo dalla metà del 2008 la tanto temuta crisi globale mette in difficoltà il comparto auto. Quindi anche Fiat mette in cassa integrazione a macchia di leopardo operai e colletti bianchi, per un periodo che va dal dalla fine di Luglio 2008 a Gennaio 2009. (da “Il sole 24 ore” 01-07-2008, 07-07-2008, 09-10-2008, 10-10-2008, 15-12-2008, 08-01-2009, 04-02-2009). Ad Ottobre, nel bel mezzo di  questa serie di allarmanti annunci che mandano nel panico un po’ tutti gli operatori del settore (con lo spettro della crisi economica, anche il tagliando può aspettare qualche altro migliaio di chilometri!), Fiat annuncia ricavi per oltre 14,3 miliardi di Euro (da ”Il sole 24 ore” 23-10-2008). Ma come! Il bilancio è in attivo e l'azienda lascia a casa gli operai? Evidentemente i soldi ci sono ma a pagare gli stipendi ci deve pensare lo Stato! A Gennaio 2009 Fiat trattative con Chrysler (vedi il documento del 20-01-2009)), che porteranno ad un accordo secondo cui la casa italiana riceve in dote il 35% del colosso statunitense a fronte del conferimento di prodotti, piattaforme e tecnologie senza nessun esborso di cassa né impegni a finanziare Chrysler in futuro. Dunque nonostante la crisi  economica globale, gli operai e gli impiegati in cassa integrazione, i ricavi del 3° trimestre sono positivi e la Fiat potrebbe aggiudicarsi più di un terzo della Chrysler a costo ZERO! Pochi giorni dopo il costruttore Italiano annuncia che il gruppo ha chiuso il 2008, con il suo più alto risultato della gestione ordinaria (vedi il documento del 22-01-2009). Un mese dopo, le linee di montaggio di Fiat tornano attive: gli incentivi auto hanno annullano il ricorso agli ammortizzatori sociali (da “Il sole 24 ore” 20-02-2009).
Riassumendo negli ultimi 2 anni, Fiat ha avuto incassi da record, prossimamente chiuderà un accordo con Chrysler, ha spianato i debiti, ha fatto un po' di dividendo, ha incrementato i bonus ai suoi manager (…ma solo per fidelizzarli Comunicato stampa Fiat 23-02-2009) ed ha mantenuto il posto ai suoi dipendenti, mettendo mano al portafoglio del suo più grande azionista, lo Stato Italiano (cassa integrazione ed incentivi fiscali). E alle piccole officine che sul territorio rappresentano l’importante marchio Italiano e moltissimi altri marchi Europei, che aiuto è stato dato? Nulla! Le banche non elargiscono un Euro di finanziamento per gli investimenti e se lo fanno chiedono interessi stratosferici, il mercato della riparazione e del ricambio è infestato da soggetti che pretendono di sfruttare le officine, mettendole in condizioni finanziarie critiche, pur di far utili a breve termine e lo Stato che tanto ha dato, da e darà a Fiat, non muove un dito per tutelare il più importante tessuto economico nazionale e cioè la media e piccola impresa, anzi chiede solo tasse!